Trump e Putin si dividono il mondo come a Yalta.
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Stop attacchi alle centrali: le richieste dello Zar, la trattativa sugli asset ucraini e il cessate il fuoco all’orizzonte
Paolo Guzzanti 18 Marzo 2025 alle 23:52 ilriformista.it lettura4’
Trump e Putin si dividono il mondo come a Yalta. Stop attacchi alle centrali: le richieste dello Zar, la trattativa sugli asset ucraini e il cessate il fuoco all’orizzonte
Il cessate il fuoco ci sarà, ma sarà parziale e avrà come obiettivo quello di salvaguardare gli impianti energetici come quello di Zaporizhzhya per mettere in salvo, oltre alle vite umane, i ricchissimi beni minerari ucraini che saranno sfruttati – a quanto sembra – non solo dagli americani ma anche dai russi, con i padroni di casa ucraini ai margini. Non si sparerà sul mare, per ora, e nelle aree degli impianti che servono a tutti, prima di arrivare a un vero cessate il fuoco. Quindi, centrali a parte, la guerra continua salvo che sul Mar Nero e sugli impianti. Ci sarà un immediato scambio di alcune centinaia di prigionieri caldeggiato da Zelensky per riportare a casa un po’ dei suoi uomini. Putin ha ottenuto la cessazione dell’invio di armi americane e non è stato detto nulla su quelle europee.
Il comunicato
Il comunicato russo dopo il colloquio telefonico durato più di due ore viene declamato dal primo l’inviato speciale del presidente russo, Kirill Dmitriev, che annuncia: “Sotto la guida del Presidente Vladimir Putin e del presidente Donald Trump oggi il mondo è diventato un posto molto più sicuro” e poi ha esclamato: “Storico!”. Anche le Nazioni Unite, che in questi tre anni di aggressione a uno Stato europeo hanno taciuto, salvo belati, hanno ritrovato entusiasmo espresso dal portavoce Farhan Haq che ha sobriamente sottolineato “quanto sia importante che la leadership degli Stati Uniti e della Federazione Russa siano in contatto”.
L’accordo
Dopo le 18 su Kiev piombava la depressione e l’impressione che la Russia avesse trionfato prendendosi tutto e che la sovranità dell’Ucraina fosse confiscata con il divieto di entrare nella Nato e nell’Unione Europea. Molte le voci di una cessione ai russi anche del vitale porto di Odessa. Trump coglie una indiscussa vittoria avendo in mano la delega (e la sconfitta) di Zelensky. Alle 19 l’agenzia di stampa russa Novosti dava la notizia secondo cui “gruppi di esperti americani e russi lavoreranno per raggiungere un accordo di pace”. L’Ucraina non ha voce in capitolo. I due leader mondiali dell’Est dell’Ovest, Vladimir Putin e Donald Trump hanno dunque raggiunto un accordo sull’Ucraina che prelude a una nuova divisione del mondo e non soltanto al cessate il fuoco. Le relazioni americane con la Russia saranno ricostruite e influenzeranno il mondo. I russi concedono un mezzo cessate il fuoco purché gli ucraini rinuncino alle centrali energetiche per lo sfruttamento delle risorse ucraine. Non si capisce bene quale quota dei beni minerari dell’Ucraina andranno all’Ucraina stessa. Tutto sembra per ora deciso soltanto dal duopolio Mosca- Washington. Sembra evidente che l’Ucraina sia costretta ad accettare di cedere più o meno quel venti per cento del suo territorio. Volodymyr Zelensky ha annunciato che oggi andrà in Finlandia per nuovi accordi militari non solo con Helsinki ma anche con le Repubbliche Baltiche e la Svezia.
La telefonata è iniziata alle 16 ora italiana con uno stuolo di interpreti bilingui, consiglieri militari ed economici.
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Come a Yalta, Crimea 1945
Se ne parlerà come fino ad oggi si è parlato degli accordi di Yalta, in Crimea nel 1945, come uno dei momenti più gravi della storia. A Yalta il primo ministro inglese Winston Churchill e il sovietico Jozef Stalin – il Presidente americano Franklin Roosevelt era in gravissime condizioni e mentalmente assente – divisero il mondo nelle due sfere d’influenza sovietica e americana, poi teatro della guerra fredda. Steve Witkoff, inviato speciale di Trump per il Medio Oriente e poi gradualmente ha sostituito il generale Keir Kellogg. È stato lui a guidare la trattativa globale per la ricostruzione dei legami fra Mosca e Washington. E Witkoff ha detto soltanto che la distanza fra le due posizioni si era ridotta.
Zelensky accusava la Russia di imprimere una ulteriore accelerazione alla sua avanzata in Ucraina mentre tergiversava sulle richieste e pretese per iniziare la trattativa. L’esercito russo è riuscito a cacciare quasi completamente le truppe ucraine dall’oblast russo di Kursk. Trump aveva scritto lunedì sul suo “Truth Social” che lo scopo della telefonata con Putin era quello di arrivare al cessate il fuoco “dopo aver raggiunto molti accordi parziali che autorizzavano a una ragionevole speranza, ma non di più”.
Le richieste di Putin
Putin non vuole che durante i 30 giorni del cessate il fuoco l’Ucraina sia provvista di armi occidentali, senza poter dare alcuna garanzia di reciprocità: la Russia seguiterebbe ad armarsi e preparare l’assalto finale. La parte americana riconosce la Crimea come conquista russa ma si è svolta una minuziosa e faticosissima trattativa sugli assets ucraini, di cui la Russia reclama alcune centrali elettriche. È un gran calderone e non ha nulla a che fare, questo accordo commerciale fra russi e americani, con la grande speranza di pace che il mondo intero si aspettava col fiato sospeso.
Commenti
Dopo la telefonata fra Trump e Putin si è parlato della possibilità di uno stop agli attacchi, ma l’esercito del Cremlino non ha intenzione di fermarsi. Nella notte sono stati colpiti due ospedali a Sumy e l’infrastruttura elettrica di Slovyansk . Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto: «Ci sono stati diversi attacchi, in particolare alle infrastrutture civili. Sono proprio questi attacchi notturni della Russia che distruggono i nostri sistemi energetici, le nostre infrastrutture, la vita normale degli ucraini. Oggi, Putin ha di fatto respinto la proposta di un cessate il fuoco completo. Sarebbe giusto che il mondo respingesse in risposta qualsiasi tentativo di Putin di prolungare la guerra».estratto linkiesta.it
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