La caccia alle streghe. Pina Picierno da progressista a eretica blasfema: colpevole di aver parlato con Israele a “genocidio in corso”

Categoria: Italia

Pina Picierno messa alla gogna dal suo partito per aver ricevuto delegati dello Stato ebraico. Secondo i democratici sarebbe stato inopportuno incontrare l’Idsf

Iuri Maria Prado 1.4. 2025 alle 16:35 ilriformista.it lettura2’

Pina Picierno da progressista a eretica blasfema: colpevole di aver parlato con Israele a “genocidio in corso”

All’esponente progressista può essere perdonata qualche eccentrica intransigenza sul conflitto russo-ucraino. Se non si rassegna all’idea che l’aggredito sia lasciato senza difese e al fatto che alla vittoria dell’aggressore sia dato il nome di pace, rischia tutt’al più un po’ di isolamento e una sorte da pecora nera. Ma quella sua militanza non basta ancora a farne propriamente un reietto. Se invece si azzarda a non testimoniare senza riserve sulle responsabilità genocidiarie d’Israele, allora quell’esponente progressista cessa di essere uno con idee estranee o semplicemente non condivise e diventa una sputacchiera. Se osa non partecipare al generale boicottaggio dello Stato ebraico e delle Comunità ebraiche che, non ripudiandolo, ne sosterrebbero le attività criminali, allora quell’esponente progressista non è più il mal tollerato collega che la dice sbagliata, ma diventa l’eretico che la dice blasfema.

Era successo qualche giorno fa a un’esponente regionale del Pd, colpevole di aver attribuito a Hamas la responsabilità dei morti tra la popolazione civile palestinese. E sta succedendo ora a un quadro di più alto rango del Pd, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. Il suo peccato è di aver ricevuto nei giorni scorsi i rappresentanti di un’associazione israeliana che si occupa di sicurezza e antisemitismo.

L’accusa è che si trattava di “ex militari” e che l’incontro avveniva “a genocidio in corso”. Ora, dimentichiamoci pure del fatto che in Israele pressoché tutti sono ex militari e che il genocidio è meno un fatto acquisito che un raglio propagandistico. Il punto urgente è un altro, e riguarda lo standard di presentabilità delle frequentazioni istituzionali du côté de chez Pd. Per carità di sinistra non faremo i nomi, ma viene da domandarsi in base a quale criterio sia abbandonata alla gogna Pina Picierno, colpevole di aver ricevuto una delegazione israeliana, mentre passano inosservate le affettuose strette di mano di esponenti del Pd con i portavoce di Hamas, o le conferenze stampa a Montecitorio che altri di quel partito organizzano con associazioni palestinesi apertamente filo-terroriste.

Leggi anche

Il Pd ritorna ai tempi bui delle scomuniche: Celledoni difende Israele e infrange le sacre scritture di Elly ‘Kefiah’ Schlein

Nel Pd torna la caccia alla volpe, Picierno nel mirino: chat roventi e dichiarazioni ostili. “Addolorata”

La domanda – inutile precisarlo – è puramente retorica, nel senso che la divaricazione di quello standard ha una spiegazione tanto semplice quanto desolante. Siccome Israele fa il genocidio, tu non incontri l’israeliano perché, incontrandolo, ti fai complice di quel suo crimine. Siccome il popolo palestinese patisce il genocidio, tu il palestinese lo incontri perché, incontrandolo, lo sostieni nella resistenza che oppone a quel crimine. I dati della realtà – e cioè che quello non è un genocidio, ma una guerra e che quella non è resistenza, ma terrorismo – non intaccano nemmeno la superficie del sodo pregiudizio che produce queste disparità di trattamento. È la provenienza israeliana a destituire di presentabilità l’associazione e a gravare di colpa chi la riceve; ed è la provenienza palestinese dell’altra ad assolverne le complicità col terrorismo e a lasciare incensurato, se non addirittura a nobilitare, chi vi si intrattiene simpaticamente. Ha una sua coerenza, lo schema.