Il caso era emerso già nel 2014, quando il Parlamento europeo aveva segnalato dei sospetti impieghi fittizi da parte del Front national
31 Marzo 2025 - 12:00 Giulia Norvegno open.online lettura’2’
Secondo il tribunale di Parigi, si tratta di una frode da 2,9 milioni di euro. Condannati anche gli altri otto eurodeputati. Il sistema di «contratti fittizi» per usare gli assistenti al Parlamento francese con i fondi europei
Non potrà candidarsi alle Presidenziali francesi del 2027 Marine Le Pen, condannata all’ineggibilità assieme a otto eurodeputati di Rn dal tribunale di Parigi. I giudici hanno ritenuto colpevole Le Pen e gli altri otto eurodeputati per appropriazione indebita di fondi pubblici. Le condanne però non sono ancora state rese note. L’accusa aveva chiesto che la leader del Rassemblement National fosse condannata a cinque anni di reclusione, di cui tre con la condizionale, e a 300mila euro di multa. E in particolare a cinque anni di ineleggibilità con effetto immediato.
I giudici: «2,9 milioni di euro sottratti al Parlamento Ue»
Il caso era emerso già nel 2014, quando il Parlamento europeo aveva segnalato dei sospetti impieghi fittizi da parte del Front national (ora Rassemblement). Marine Le Pen è accusata di aver messo le mani illecitamente su fondi tramite finanziamenti di assistenti parlamentari europei, che in realtà tra il 2004 e il 2016 lavoravano per il partito in Francia e non a Bruxelles o Strasburgo. Secondo il tribunale di Parigi, la leader del Rassemblement National avrebbe fatto pagare al Parlamento europeo stipendi per 2,9 milioni di euro a persone che non lavoravano nell’emiciclo dell’Unione europea. In particolare, la cifra indebita contestata a Marine Le Pen sarebbe di 474mila euro.
Il rischio dell’ineleggibilità e il successore Bardella
La 56enne, consapevole che «i giudici hanno il diritto di vita o di morte sul nostro partito», negli scorsi giorni aveva per la prima volta aperto a un passaggio di testimone da lei al suo «delfino» Jordan Bardella per le presidenziali del 2027. È possibile, infatti, che i giudici emettano una sentenza di ineleggibilità «con esecuzione provvisoria». In poche parole, anche se Le Pen dovesse presentare ricorso in appello, la condanna sarà comunque in effetto senza attendere la condanna definitiva. Tra le ipotesi, scrive Le Monde, c’è anche quella di una pena che duri fino a poco prima delle presidenziali, permettendo dunque alla politica di presentarsi alla corsa per l’Eliseo.
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