Piccole squadre di operatori altamente addestrati arrivano su piccole spiagge di sassi ricoperti di neve, affiorando dalle acque gelide in tenuta
Difesa / Davide Bartoccini, 13-3-2025 insideover.it lettura3’
Piccole squadre di operatori altamente addestrati arrivano su piccole spiagge di sassi ricoperti di neve, affiorando dalle acque gelide in tenuta da sommozzatori, o sbarcando in assetto da combattimento da piccoli battelli pneumatici, talvolta rilasciati da sottomarini già scomparsi nelle profondità marine. Sono i commando dei Royal Marines che conducono costanti e regolari esercitazioni di ricognizione nel Circolo Polare Artico. Tra le prime unità che entrerebbero “in azione” nel caso di un conflitto a bassa o alta intensità che potrebbe scoppiare proprio nella regione: uno scenario da anni attenzionato dagli analisti.
Unità d’élite e indipendenti delle Forze Armate britanniche, questi commando sono recentemente dispiegati nell’Artico, per simulare le manovre che garantirebbero la sicurezza del fianco settentrionale della NATO mentre, sullo sfondo, il conflitto in corso in Europa orientale tra Ucraina e Russia, e le tensioni internazionali da esso innescate, minacciano di riportare l’Europa nel baratro della Guerra Fredda. Stretta tra i due vecchi avversari dell’assetto bipolare che sembrano pronti a dialogare, senza tenere conto delle potenze intermedie.
Il dispiegamento rapido nell’Artico
I commando dello Shore Reconnaissance Troop che hanno operato in Norvegia durante il Winter Deployment 25 che si è svolto a gennaio, sono la sintesi di un’unità specializzata nella raccolta di informazioni marittime e costiere “segrete” di fondamentale importanza quando si pianifica uno sbarco in forze. Simulando un dispiegamento rapido in un fiordo norvegese, il commando dei Royal Marines, in quel caso “accompagnato” da un’imbarcazione veloce dei Kystjegerkommandoen norvegesi, si è immerso a poca distanza dalla riva per acquisire e comunicare i dati essenziali, come nel passato.
Unità simili, ma più numerose, come un vero team commando, avrebbero tutte le capacità di inoltrarsi in profondità e acquisire o conquistare obiettivi, per questo il motto dei Royal Marines è sempre stato “Per mare, per terram“, lo stesso della nostra Brigata San Marco.
In grado di operare in piena autonomia su ogni tipo di terreno attraverso il loro duro addestramento da forza di commando, il corpo è considerato un “elemento chiave” delle forze di dispiegamento rapido del Regno Unito, capace di raggiungere in breve tempo ogni tipo di territorio nel mondo. Comprese le impervie e glaciali latitudini dell’Artico.
Una lunga tradizione “per mare e terra”
Il corpo dei Royal Marines – che nella modernità sono inquadrati nella 3 Commando Brigade e contano su diverse tipologie di unità, specializzate in attività di intelligence, assalto anfibio, genieri, artiglieria e trasporto – trovano la loro origine nel 1664 nel “Duke of York and Albany’s Maritime Regiment of Foot“, un reggimento di fanteria di marina, istituito in maniera permanente solo nel 1755, quando cinquemila Marines raggruppati in 50 compagnie poste sotto tre divisioni: Chatham, Plymouth e Portsmouth, ricevettero l’onere e l’onore di fornire alla Royal Navy una protezione nelle prime operazioni “anfibie, e non solo.
Per i primi 200 anni della loro storia, la funzione primaria dei Royal Marines – che allora vestivano la giubba rossa – era infatti quella di fungere da unità di fucilieri e truppe anfibie imbarcati sulle navi da guerra della Reale Marina britannica nei secoli dell’espansione dell’Impero. Per fronteggiare la minaccia rappresentata dalla flotta d’alto mare tedesca e dall’arcinemico francese. Gli scontri in angoli remoti del globo corrisposero al graduale aumento della forza dei Marines, che portò all’assorbimento dell’intera forza del Corpo dei Marines nella flotta con la qualifica di “artiglieri”.
Nella loro storia i Royal Marines hanno preso parte a tutte le grandi guerre combattute dall’Esercito britannico, dalla guerra dei Sette anni alla guerra delle Falkland, passando per le guerre napoleoniche, la guerra di Crimea, e i due grandi conflitti mondiali, dove si distinsero nella difesa di Anversa nel 1914, nello sbarco di Gallipoli nel 1915, e durante lo sbarco in Normandia nel giugno del 1944.
Unità dei Royal Marines hanno svolto missioni delicate durante la prima guerra del Golfo, in Bosnia, in Kosovo, nella guerra civile in Sierra Leone, e nei recenti conflitti che si sono consumati in Iraq e Afghanistan. Attualmente i Commando 30, 40, 42, 43 e 45 costituiscono la forza base dei Royal Marines che potrebbero affiancare o essere affiancati da unità speciali come l’SBS, lo Special Boat Service, o il più noto SAS, lo Special Air Service.